Casa dell’Agricoltura racconta Casa dell’Agricoltura 

Proseguiamo il viaggio all’interno della nostra associazione. È il turno di Francesca Ossola, membro attivo del direttivo dell’associazione e anima di molte attività.

Qual è la tua storia professionale?
Non credo che mi sarei mai iscritta ad Agraria se un giorno accompagnando un amico a Fisica in via Celoria non fossimo passati proprio davanti alla Facoltà di Scienze di Agrarie di cui semplicemente ignoravo l’esistenza. Mi si è accesa una lampadina e da lì è iniziata una passione che dura inalterata, anzi accresciuta da esattamente 50 anni.
La passione che non sapevo di avere me l’ha trasmessa sicuramente mio padre, ingegnere meccanico, ma grande amante e curioso osservatore della natura in tutte le sue forme e anche dell’agricoltura. Ci diceva sempre “respirate bambini, l’odore del letame fa bene ai polmoni!!”
Mi sono laureata a Milano nel 1981 e nel 1982, dopo un poco convinto tentativo di dedicarmi alla ricerca, sono stata assunta all’ERSAL, Ente regionale di Sviluppo Agricolo della Lombardia, da poco istituito da Regione Lombardia più per dare attuazione ad una legge nazionale che per vera convinzione. E lì, mutatis mutandis, sono rimasta per ben 38 anni fino alla pensione nel 2020.
Gli inizi sono stati entusiasmanti, Ente operativo, ambiente stimolante, colleghi giovani, pieni di belle idee e tanta voglia di fare. Da subito mi è stata affidata la promozione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari tipici lombardi in Italia e all’estero, attività in cui ho potuto esercitare la mia innata curiosità e la mia creatività nella conoscenza dei territori e delle agricolture lombarde e nella ricerca di soluzioni e attività sempre nuove per far conoscere e apprezzare i prodotti tipici regionali al grande pubblico.
Nel 1987 sono diventata dirigente (la più giovane di RL) e nel 1988 è stata pubblicata la prima edizione dell’Atlante dei prodotti tipici della Lombardia scritto a 4 mani con una collega, dopo una lunga (internet non esisteva!!) e appassionante ricerca in giro per la Lombardia. E’ stata la prima pubblicazione del genere in Italia che ha aperto la strada ad una visione innovativa ed evoluta del rapporto tra territorio, paesaggio, agricoltura e prodotti.
La qualifica di esperta di prodotti agroalimentari, mi ha accompagnato lungo tutta la carriera, anche se poi il ruolo di dirigente mi ha portato a occuparmi di molte tematiche diverse.
Nel 2002 l’ERSAF con altri 4 Enti agricoli di RL è confluito nell’ERSAF Ente Regionale dei Servizi all’Agricoltura e alle Foreste e ho affiancato l’allora direttore nella non semplice impresa di creare un nuova entità valorizzando le potenzialità e le risorse di ciascun Ente.
Per quasi 10 anni ho diretto il Dipartimento Agricoltura, poi vari settori tra cui Programmazione e comunicazione, Gestione delle aziende agricole sperimentali, e negli ultimi anni sono stata dirigente della parte di Servizio Fitosanitario Regionale operante presso ERSAF. Anche questa una sfida complessa, ma interessante e appassionante che mi ha costretto a studiare e imparare molte cose per me nuove.
Ma questa è sempre stata ed è la cosa più bella del mio lavoro.
Ho dimenticato di dire che nel 1983, dopo l’esame di Stato, mi sono iscritta all’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Milano. Non ho mai esercitato la libera professione, ma mi sono sempre sentita un agronomo e, pur in un Ente pubblico, la professione l’ho esercitata.
Sono stata eletta Consigliere dell’Ordine di Milano dal 2021 al 2025 e di nuovo per la consiliatura dal 2026 al 2029.

Che attività svolgi in associazione?
Quando ho conosciuto Casa dell’Agricoltura nel 2019 ho subito capito che era anche casa mia. Non solo perché molti soci sono cari amici o ex colleghi, ma anche perché ha consentito a me, neo pensionata di continuare a seguire la mia passione e occuparmi di temi importanti come la sostenibilità delle produzioni agricole e il ruolo dell’agricoltura e della cultura rurale nella società di oggi.
Attualmente sono membro del Consiglio direttivo e partecipo attivamente alla progettazione e realizzazione delle diverse attività. A volte mi sento un po’ “l’agente provocatore” della nostra Associazione.

Come vedi il futuro dell’associazione? Quali progetti vorresti che il CdA seguisse in futuro?
I nostri obiettivi sono sempre attuali e molto importanti. Casa dell’Agricoltura secondo me deve continuare a svolgere il suo ruolo caratteristico di animatore del dibattito sul ruolo dell’agricoltura in una società sempre più “urbana” e di promotore di una visione di agricoltura del futuro innovativa e mi piacerebbe “rivoluzionaria”. Mi spiace solo che ci siano pochi soci giovani, anche se abbiamo molti giovani seguaci.
Vorrei che attraverso le nostre attività e la nostra partecipazione attiva alla vita agricola e sociale della nostra regione, e non solo, potessimo contribuire a diffondere tra gli operatori del settore, modelli e sistemi agricoli più sostenibili e resilienti, ma soprattutto a rendere consapevoli i cittadini giovani e meno giovani, del valore, dei servizi e dei prodotti essenziali che l’agricoltura e gli agricoltori ci offrono ogni giorno e senza i quali la nostra vita non sarebbe semplicemente peggiore, ma non sarebbe proprio possibile.