Contributi e commenti

La pagina ospita contributi monografici di merito sui problemi dell’agricoltura oltre a commenti sull’evoluzione delle vicende agricole che, per particolari motivi di attualità o di interesse, possono essere espressi da tutti coloro che si propongono.

Vuole pertanto essere anche la sede di un dibattito qualificato sull’agricoltura e la sua evoluzione a cui tutti, sia interni che esterni alla nostra associazione, sono invitati a partecipare.

La segretaria si riserva una verifica preventiva alla pubblicazione.

Il disegno di legge sull’agricoltura Biologica

Intervista all’onorevole Maria Chiara Gadda

L’aula della Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità il disegno di legge denominato ‘Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico‘.

L’on. Maria Chiara Gadda è la prima firmataria del disegno di legge che ora dovrà essere approvato in via definitiva dal Senato, e ha acconsentito a rispondere ad alcune domande sull’argomento. Di questa disponibilità la Casa dell’Agricoltura ringrazia nell’auspicio di una pronta e condivisa approvazione del testo sottoposto alla discussione.

  1. Onorevole Gadda, un giudizio generale sul testo, sulla sua utilità, sui contenuti innovativi che propone, sulle urgenze alle quali intende corrispondere?
    Il dibattito molto aspro che si è aperto nel Paese ha reso evidente quanto la transizione ecologica sia complessa nella sua attuazione. Il nostro Paese ha perso molta superficie agricola utilizzata in venti anni, dobbiamo invertire la rotta puntando anche sulla sostenibilità del sistema. Non a caso siamo i secondi produttori al mondo in termini di export in campo biologico, abbiamo le giuste condizioni orografiche, climatiche e una biodiversità unica. Visti i tassi di crescita del bio e i recenti indirizzi comunitari, sarebbe contro l’interesse del Paese non sostenere questo comparto agricolo e produttivo a maggiore ragione in un anno come quello che ci apprestiamo ad affrontare di grave crisi nei prezzi e nella disponibilità delle materie prime incluse le derrate alimentari. La legge sul biologico si inserisce in questo indirizzo e lo sostiene per la sua propria parte.
  1. Il Biologico è settore agricolo vitale dal punto di vista del mercato e della redditività, pure se si affacciano taluni segnali di difficoltà. In Italia rappresenta un segno distintivo della qualità complessiva dell’agricoltura italiana. Quali sono i punti più specifici che il disegno di legge intende aggredire per costituire una cornice normativa e regolamentare aggiornata per produttori e consumatori?
    Il metodo ed il comparto biologico sono entrati nella fase di maturità, la crescita dei dati relativi al settore sono, in termini di consumi interni, di export e di incremento di Sau, incontrovertibili. Si tratta di imprese caratterizzate da un alto tasso di innovazione e oltre il 30% sono a trazione femminile. La legge darebbe maggiore organicità al settore, attraverso una puntuale regolamentazione a tutela della concorrenza, dei produttori e dei consumatori. Si tratta della cornice normativa su cui innestare il piano strategico nazionale per il bio e il decreto controlli. Importanti anche gli articoli che riguardano gli incentivi per i biodistretti, le aggregazioni di prodotto e produttori, l’istituzione di un piano nazionale delle sementi biologiche e la rilevanza che la legge assegna a formazione, tavolo di coordinamento e ricerca. I cambiamenti climatici rendono più fragile l’agricoltura. A maggiore ragione, con il metodo bio, il ruolo della scienza e della innovazione è strategico.
  1. Il tema della agricoltura biodinamica ha suscitato discussioni e non poche prese di posizioni. Pure nella prudenza che questa discussione suggerisce, può esprimere una valutazione di merito sul testo infine approvato?
    Alla nostra agricoltura non servono contrapposizioni strumentali, ma una seria analisi delle prospettive del nostro modello produttivo e di temi strategici come la fertilità dei suoli e il contrasto alla diffusione di fitopatie o pandemie nella zootecnia. La scienza ha la responsabilità di accompagnare questa riflessione. Ma evitiamo becere macchiette di imprese che già dal 2006 sono citate nel piano strategico nazionale, disciplinate nei piani di settore, avvisi e bandi pubblici, e i mezzi tecnici sono approvati dal Mipaaf. La legge riguarda, sin dal suo testo iniziale, solo imprese agricole professionali e la certificazione biologica è la precondizione per accedere a tutte le disposizioni normative.
  1. Considerata la situazione, sia politica con riferimento alla larga maggioranza che sostiene il Governo sia di merito sul testo, è possibile una previsione in ordine ai prossimi passaggi del confronto nell’auspicio della più rapida approvazione di un testo che è atteso da oltre 10 anni ?C’è un impegno formale espresso in capigruppo da parte del Sen. Vallardi, Presidente della Commissione Agricoltura al Senato, e della Presidente Casellati ad approvare la legge in via definitiva e senza ulteriori modifiche entro aprile. Tutti i gruppi parlamentari hanno espresso con forza questa volontà, ora non ci sono più alibi. Il nostro Paese è stato pioniere in Europa dal punto di vista imprenditoriale così come normativo. Ora i tempi sono maturi per dotarci di una norma moderna e pienamente coordinata con gli indirizzi comunitari di transizione ecologica, al fine di consentire a questo settore di strutturarsi e crescere maggiormente. Se ci saranno altre battute d’arresto, ciascuno si assumerà la propria responsabilità di fronte a un settore che contribuisce al PIL italiano, all’occupazione, e alla tutela del territorio e della nostra biodiversità.

Casa dell’Agricoltura in Regione

Una delle finalità dell’associazione è quella di essere un interlocutore di alto profilo per la pubblica amministrazione e per gli enti locali.

E in questa ottica è stata la convocazione all’audizione dell’inizio di febbraio all’VIII Commissione del Consiglio Regionale lombardo – la prima nella breve ma intensissima storia della CdA – per discutere, insieme ad altri autorevoli esperti, i contorni, l’efficacia e le finalità della proposta di legge 106/2019 che intende trasferire la gestione del Parco Agricolo Sud dalla Città Metropolitana a una forma di gestione consortile tra Comuni in linea con la legislazione regionale.

In questo spazio registriamo solamente il successo raggiunto dall’associazione per essersi assunta il ruolo di interlocutrice della Regione Lombardia nel confronto e nella discussione di una proposta di legge specifica che riguarda il nostro territorio.

In allegato il documento che raccoglie, dopo le premesse, la posizione e i suggerimenti che la Casa dell’Agricoltura ha condiviso e illustrato durante l’audizione.

In ricordo di Agitu Ideo Gudeta

di Chiara Nicolosi
La prematura e tragica perdita di Agitu Ideo Gudeta ha provocato sconcerto e grande dolore, nelle persone che l’avevano conosciuta e anche in chi ne aveva solo sentito parlare; lo testimoniano la grande quantità di articoli, riflessioni, proposte pubblicate su numerosi quotidiani e siti, ma anche le manifestazioni di cittadini nelle piazze di Trento e Bolzano.
Tutti ci poniamo l’obiettivo di contribuire, almeno in parte, a salvare ciò che ha costruito, dalla sua azienda “La capra felice”, al patrimonio di idee, alla sua testimonianza su grandi questioni: dalla lotta al land grabbing, all’accoglienza, al suo modello di agricoltura e di sviluppo rurale .
Ho avuto la grande fortuna di conoscerla personalmente nel 2018.
Aveva un modo affabile e coinvolgente di spiegare in modo semplice anche i temi più complessi. Ci aveva raccontato delle sue radici nomadi e del suo forte legame con l’Italia e il Trentino, degli studi di sociologia e dell’attività agricola. Ma anche della sua volontà, in futuro, di cedere ad altri giovani la sua azienda per far ritorno in Etiopia e continuare il suo impegno anche in Africa.
“La capra felice” era una sede di nuove iniziative e di nuovi progetti.
Aveva scelto nuove modalità e attrezzato spazi per la vendita diretta e, durante i mesi primaverili del primo lockdown, si era impegnata nella consegna a domicilio dei prodotti allargando i suoi contatti con i clienti . Tra le sue ipotesi anche quella di creare un agriturismo condiviso.
La Casa dell’Agricoltura, in collaborazione con l’associazione Donne in Campo, l’aveva invitata come relatrice all’iniziativa “L’impronta femminile in agricoltura – la forza delle donne“, evento organizzato tenuto presso l’università Bicocca di Milano il 29 novembre 2018. Nonostante il suo grande impegno in azienda, aveva accolto subito la proposta di confrontarsi con altre agricoltrici e di raccontare la sua esperienza anche a Milano.
In quell’occasione si era discusso di come l’allevamento delle capre fosse uno dei settori dove le donne erano, e sono, più presenti, e di quanto fosse importante per l’agricoltura e il territorio di molte zone montane. Era anche emerso, inoltre, come fosse fondamentale la collaborazione e il confronto tra aziende anche se presenti in territori lontani tra loro.
Agitu e Marisa della Valle, che per molti anni aveva condotto un allevamento di capre a Montegrino in provincia di Varese, erano intervenute insieme all’iniziativa in Bicocca.
Avevano raccontato come dalla vendita di un furgone frigo, dopo che Marisa aveva lasciato l’attività, fosse nata una grande amicizia e un continuo scambio di esperienze: una sorta di “passaggio di consegne“ tra una allevatrice con una lunga esperienza e una giovane agricoltrice.
Agitu lascia all’agricoltura, e alle donne dell’agricoltura, una grande eredità con le sue idee e le sue azioni, perché, con l’ampiezza del suo sguardo e la sua storia, da una piccola valle del Trentino, non pensava solo al domani, ma al dopodomani dell’agricoltura, del territorio, dell’ambiente e della convivenza.

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