Maria Assunta D’Oronzio, Diego De Luca, Lucia Briamonte
(CREA – Research Centre for Agricultural Policies and Bioeconomy)
“New agroecological approach for soil fertility and biodiversity restoration to improve economic and social resilience of mediterranean farming systems – AgrEcoMed” è un progetto di ricerca e innovazione finanziato nell’ambito del programma PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area). L’obiettivo principale è sviluppare approcci agroecologici
innovativi per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici nell’area mediterranea, promuovendo pratiche produttive più sostenibili non solo dal punto di vista ecologico e agronomico, ma anche nelle dimensioni sociali, economiche e culturali.
L’agroecologia sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel ripensare i sistemi alimentari e nell’adattamento ai cambiamenti climatici. In questo contesto, la progettazione partecipativa e la co-creazione si dimostrano i metodi più efficaci per implementare innovazioni sostenibili.
Il progetto AgrEcoMed si propone di coinvolgere e supportare in particolare, i giovani agricoltori e le agricoltrici della regione mediterranea nell’adozione di sistemi di coltivazione caratterizzati da una maggiore biodiversità, insieme a nuove pratiche e tecnologie agricole, per un’agricoltura più resiliente e innovativa.
Coordinato dall’Università degli Studi della Basilicata (UNIBAS) e con la partecipazione di 2 partner italiani (CREA – UNIBA) e di 5 partner stranieri provenienti da Spagna, Marocco e Tunisia, il progetto è articolato in 6 work packages e mira a raggiungere 6 Obiettivi specifici.
Per favorire la transizione agroecologica delle imprese agricole, è fondamentale rafforzare il sistema di conoscenza e cooperazione tra gli agricoltori. Questo è uno dei compiti del CREA – Centro di Ricerca sulle Politiche e la Bioeconomia, che in collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata, ha avviato numerose attività, alcune già realizzate e altre in corso, tra cui i laboratori formativi organizzati nei mesi di luglio e ottobre. In questa prospettiva, si ricorda il primo laboratorio, dal titolo “Rotazione delle colture cerealicole e piante aromatiche”, svolto a Genzano di Lucania (PZ), mentre il secondo, intitolato “Agroecologia ed Economia Circolare”, ha avuto luogo a Bagnoli del Trigno (IS). Questi incontri sono stati rivolti a imprenditori agricoli interessati a sviluppare sistemi produttivi sostenibili, resilienti, caratterizzati da biodiversità e orientati alla giustizia sociale.
Gli argomenti sono stati trattati da esperti del settore e i diversi interventi sono stati registrati in modo da renderli disponibili su uno spazio riservato (AgrEcoMed@learn) all’interno del sito web dedicato al progetto https://agrecomed.crea.gov.it/ .
Il progetto affronta anche il tema della parità di genere, analizzando le buone pratiche di transizione ecologica adottate da imprese guidate da donne e giovani nell’area mediterranea. L’obiettivo è rafforzare il sistema di conoscenze e facilitare il trasferimento delle innovazioni emergenti.
L’agricoltura, settore produttivo fondamentale per l’Italia, è uno dei comparti economici con il più alto tasso di presenza femminile. Le imprenditrici agricole si distinguono per la capacità di coniugare tradizione e innovazione, contribuendo attivamente alla sostenibilità del sistema agroalimentare.
In questo contesto, è stato lanciato un bando finalizzato a raccogliere, identificare e valorizzare modelli di buone pratiche agroecologiche. Tali modelli si caratterizzano per interventi orientati alla sostenibilità ambientale, alla generazione di servizi ecosistemici, all’inclusione sociale, alla tutela delle tradizioni locali e della biodiversità, e all’innovazione tecnologica e sociale.
Tra gli obiettivi principali del progetto vi è la creazione di una rete di imprenditrici agricole, interessate a diventare protagoniste attive della transizione agroecologica. La rete punta a rafforzare l’empowerment femminile, promuovere l’equità di genere, garantire la sostenibilità ambientale e migliorare la sicurezza alimentare. Le reti rappresentano un luogo di interazione privilegiato per l’apprendimento, lo scambio di esperienze e la condivisione di conoscenze. Grazie a un lavoro collaborativo, queste reti possono contribuire alla costruzione di una comunità inclusiva e innovativa nel campo dell’agroecologia.
La multidisciplinarietà e le pratiche collaborative sono pilastri fondamentali per lo sviluppo dell’agroecologia, che non potrebbe realizzarsi senza il supporto di reti solide. I molteplici ruoli dell’agricoltura nelle società contemporanee rendono essenziale il coordinamento tra i vari attori e l’interazione sociale. La pratica agroecologica si distingue per la sua elevata intensità di conoscenza, che può essere promossa e sostenuta attraverso reti tra agricoltori, facilitandone la partecipazione attiva.
Per favorire la costruzione di questo network, sono stati organizzati due focus group, in parallelo con i laboratori formativi, coinvolgendo attivamente le aziende partecipanti e stimolando il loro interesse verso l’importanza del “fare rete” per accelerare la transizione agroecologica. Questi incontri saranno seguiti da ulteriori appuntamenti, sia online che in presenza.
Il progetto include anche un’iniziativa di sensibilizzazione attraverso il contest fotografico “Agroecology. Mediterranean Landscapes”, aperto fino al 28 febbraio 2025. Il concorso è rivolto a designer, artisti, creativi, professionisti della comunicazione visiva e appassionati di fotografia italiani. L’obiettivo è raccogliere contributi fotografici che raccontino il paesaggio agricolo mediterraneo da una prospettiva agroecologica, sensibilizzando le comunità rurali sull’urgenza di un cambiamento di paradigma nella gestione degli agroecosistemi.
Maggiori informazioni e aggiornamenti sul progetto sono disponibili sul sito ufficiale: https://agrecomed.crea.gov.it.



