di Omar Alasia
Da oltre quarant’anni il lavoro di selezione genetica condotto da Alasia Vivai Italia si muove lungo un asse chiaro: aumentare la resilienza, la produttività e la sostenibilità della pioppicoltura moderna. In un contesto in continua evoluzione climatica ed economica, la ricerca privata ha dovuto svilupparsi per guidare l’innovazione varietale, sviluppando una banca genetica ampia e strutturata.
L’attività parte dalla raccolta del germoplasma di base in Europa, Asia e Nord America, e prosegue con programmi di ibridazione controllata che portano ogni anno alla creazione di nuove combinazioni genetiche. Solo una minima parte di questi incroci raggiunge le fasi avanzate di test: si parte da oltre 80.000 cloni, che vengono progressivamente valutati fino a selezionare poche decine di individui di reale interesse tecnico. Attualmente, il nostro programma ha condotto alla registrazione di 25 cloni, 7 dei quali sono oggi in sperimentazione ufficiale in diversi Paesi europei.
Tra i cloni selezionati, particolare rilievo ha assunto Missouri, un ibrido che ha dimostrato elevate prestazioni agronomiche unite a una forte riduzione delle necessità di input chimici. Iscritto nell’elenco dei materiali a Maggior Sostenibilità Ambientale (MSA), Missouri abbina resistenza genetica a ruggine, marssonina e afide lanigero, ottima adattabilità agli stress idrici e un legno di qualità industriale, idoneo all’uso compensato. È inoltre compatibile con i requisiti richiesti nei bandi pubblici, permettendo l’accesso agevolato ai contributi per nuovi impianti.
Il valore di Missouri, tuttavia, non risiede solo nelle sue prestazioni tecniche. Questo clone rappresenta una svolta metodologica, il risultato concreto di una ricerca orientata a rispondere in modo strutturato alla domanda di una pioppicoltura più sicura, prevedibile e sostenibile.
La sua adozione consente di ridurre i trattamenti fitosanitari, di semplificare la gestione e di mantenere livelli produttivi competitivi anche in contesti pedoclimatici non ottimali.
Il programma di miglioramento genetico non si arresta. Oggi stiamo valutando una nuova generazione di cloni (oltre 50 in fase avanzata), con l’obiettivo di accorciare i cicli colturali, aumentare la resistenza multipla e ampliare la base genetica disponibile.
L’approccio adottato unisce rigore sperimentale e visione applicativa, nella convinzione che solo una ricerca realmente connessa alle esigenze operative dell’azienda agricola possa offrire strumenti efficaci e replicabili.
In definitiva, il miglioramento genetico applicato al pioppo non è un esercizio teorico, ma una leva concreta per rilanciare la pioppicoltura italiana ed europea in chiave ambientale, economica e territoriale.



