
Un’indagine di AstraRicerche, commissionata da Findus, e di recente divulgazione, ci offre uno spaccato chiaro su quello che i consumatori pensano sulla biodiversità.
Casa dell’Agricoltura ne presenta i conclusivi risultati in modo riassuntivo, anche nella convinzione della necessità di una azione più incisiva in questo campo e perché il tema possa essere declinata dal punto di vista agricolo per favorire le iniziative in corso nell’ambito delle politiche agricole a tutela della biodiversità agricola.
L’indagine suggerisce un giudizio sintetico conclusivo: la biodiversità è un tema centrale per il futuro del pianeta, ma resta ancora molto da fare per sensibilizzare la popolazione e coinvolgerla attivamente. Dalle scelte quotidiane dei singoli cittadini alle azioni collettive delle aziende, alle politiche ogni contributo può fare la differenza per preservare gli ecosistemi minacciati e garantire un futuro sostenibile per le generazioni a venire.
L’agricoltura deve fare la sua parte.
Alcuni dati generali
Solo il 44% degli italiani sa cos’è la biodiversità e perché è importante tutelarla. Il 56% ammette di avere conoscenze frammentarie o inesistenti su questo tema, un dato che evidenzia la necessità urgente di una maggiore educazione ambientale.
C’è, tuttavia, una nota positiva: la Gen Z mostra un livello di consapevolezza superiore alla media. Il 57% di loro dichiara di saperne molto o abbastanza, rispetto al 44% della media nazionale. Anche i più piccoli non sono immuni alla crescente sensibilità verso il rispetto della biodiversità. L’indagine mostra che, tra gli 11 e i 14 anni, il 38% dei ragazzi giovani e giovanissimi si sente informato, mentre questa percentuale cala al 18% per i bambini tra i 5 e i 7 anni. Questi numeri evidenziano l’importanza di continuare a educare i giovani fin dall’infanzia, per costruire una base solida di consapevolezza ecologica.
Educazione e sensibilizzazione: una necessità condivisa
Quasi tutti gli intervistati, il 90,2%, ritengono fondamentale investire di più in programmi educativi e campagne di sensibilizzazione sulla biodiversità.
I dati parlano chiaro: la protezione degli ecosistemi e la salvaguardia della biodiversità devono diventare priorità non solo per i cittadini, ma anche per le istituzioni e le aziende. Il 54,8% degli italiani vede la questione come un’urgenza impellente, con mari, oceani, foreste e ghiacciai indicati come gli ambienti più minacciati.
Le azioni per tutelare la biodiversità
Gli intervistati, campione significativo della popolazione, non si limitano a chiedere maggiore sensibilizzazione, ma hanno anche idee concrete su come agire. Il 65,6% degli intervistati ritiene essenziale il corretto riciclo dei rifiuti, mentre il 61,6% sottolinea l’importanza di sostenere il rimboschimento e penalizzare le pratiche di disboscamento. Anche la riduzione degli sprechi d’acqua e l’estensione delle aree protette sono misure ritenute cruciali.
Non sono da meno i più giovani, che suggeriscono azioni semplici ma incisive come piantare alberi o fiori (32,1%) e ripulire gli spazi naturali (31,2%) come parchi e spiagge.
Il ruolo delle aziende
Un aspetto interessante che emerge dallo studio è l’aspettativa che anche le aziende facciano la loro parte. L’85% degli intervistati crede che le imprese possano contribuire positivamente alla tutela della biodiversità senza compromettere l’efficienza e la sostenibilità economica. Una sfida importante, ma alla portata di quelle aziende che scelgono di abbracciare pratiche più rispettose dell’ambiente.



