
Il grande tema del ‘Made in Italy’ agroalimentare non è nuovo all’attenzione dei consumatori e ancora più degli agricoltori. Sono in corso diverse iniziative al riguardo.
La disciplina del Codice Doganale dell’Unione (CDU – Reg. UE 952/2013, art. 60, part. 2) e agli artt. 31-36 del Regolamento Delegato 2015/2446, prevede che l’ultima trasformazione sostanziale sia decisiva per definire l’origine non preferenziale di un prodotto alimentare, quello che definisce oggi il “made in…” e non invece tutto il percorcorso dalla produzione agricola fino al consumo.
La Presidente della Casa dell’Agricoltura Gioia Gibelli ha rilasciato sul tema e sulle iniziative in corso una dichiarazione che integralmente riportiamo.
“La salvaguardia del Made in Italy è interesse nazionale e dell’agricoltura italiana. Condivido pertanto tutte quelle iniziative che possano portare ad una soluzione definitiva di questo problema in una indicazione merceologica che deve essere distintiva dell’insieme del percorso produttivo nazionale ‘ dal campo alla tavola’. In particolare segnalo l’iniziativa della raccolta di firme nella petizione europea #nofakeinitaly, promossa da Coldiretti, finalizzata a rendere obbligatoria l’indicazione di origine in etichetta su tutti i prodotti agroalimentari nella U.E. L’auspicio è quello del pronto accoglimento in forme normative adeguate della richiesta che rappresenta un interesse di tutta l’agricoltura e di tutto il comparto agroalimentare italiano”.



