Decreto Agricoltura


Una premessa doverosa. Con Atto Senato n.1138 (riportiamo indicato il link per accedere agli atti e documenti in discussione alla 9° Commissione: 1138) si è avviato il confronto
parlamentare per la conversione del Decreto sulle disposizioni urgenti.
Sul testo sono state espresse numerose valutazioni.
Di seguito un commento che illustra i principali argomenti trattati dal Decreto a cui segue un breve commento.

Come da titolo del provvedimento (Decreto-legge 15 maggio 2024, n. 63, recante disposizioni urgenti per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, nonché per le imprese di interesse strategico nazionale) trattasi di misure urgenti al fine di affrontare emergenze. Il testo quindi si limita ad affrontare quelle e non traspare in generale che queste siano comprese in una strategia volta a evitarle, anche se è pur vero che non si può chiedere oltre a un provvedimento così configurato.
Si conferma poi quale pratica, forse inevitabile, che provvedimenti urgenti rappresentino veicolo per affrontare problemi fra di loro estranei, rendendo il provvedimento sommatoria di iniziative che dovrebbero comportare ragionamenti normativi più complessi e compiuti. 

Gli articoli
Il provvedimento consta di 16 articoli, 11 dedicati al settore agricolo, uno al mare, gli ultimi tre a situazioni aziendali industriali. Il commento di seguito riguarda i primi 11 articoli.

art. 1
Interventi urgenti per fronteggiare la crisi economica delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura

art. 2
Disposizioni in materia di contribuzione previdenziale nel settore agricolo.
Trattasi di provvedimenti a sostegno del settore con diverse modalità, peraltro note in provvedimenti analoghi presi precedentemente e disposti per affrontare situazioni analoghe. Si potrebbe dire un modo ‘classico‘ per ridurre la pressione dei costi sulle imprese.
Corrispondono alle motivazioni per cui sono proposti sia sul fronte delle imprese (mutui ecc. …) sia sui costi previdenziali.
Taluni commenti sostengono l’inadeguatezza della quantità di risorse messe a disposizione.

art. 3
Misure urgenti per le produzioni di kiwi – Actinidia spp, per contrastare i danni derivanti dalla peronospora e dalla flavescenza dorata e per garantire il funzionamento di AGRI-CAT s.r.l. e delle Commissioni uniche nazionali.
Trattasi di provvedimento altrettanto analogo ad altri che incrementa il Fondo di Solidarietà. Niente da dire anche se si tratta di riflettere sul rapporto fra emergenza e normalità laddove compaiano emergenze fitosanitarie. Si tratta di riflettere perché in modo ricorrente in colture ad alta specializzazione, quale è il Kiwi in questo caso, ci si trovi di fronte a quelle e non si riesca a dare attraverso altri metodi colturali soluzione ai problemi che emergono.
Per quanto riguarda AgriCat occorre sottolineare che è stato costituito nel 2021. 
A distanza di tre anni è forse legittimo richiedere quale sia la
valutazione del suo funzionamento e perché occorra ancora ‘… garantire il suo funzionamento’.

art. 4
Interventi per il rafforzamento del contrasto alle pratiche sleali.
Sulle pratiche sleali la Commissione ed il Parlamento europeo hanno legiferato con impegno diretto di parlamentari italiani a suo tempo ed in modo, per quanto possibile, completo. In linea di principio niente da dire e ‘la stretta di vite‘ del provvedimento non fa che consolidare la direzione già tracciata, pure se sarebbe utile valutare l’efficacia dei provvedimenti in essere. Accreditare aggiuntive funzioni ai Mercati all’ingrosso è in linea di principio giusto, ma comporta il rischio di caricare solo su questi canali il problema in assenza di sufficienti sedi di confronto interprofessionale per ulteriore definizione di prezzi e quantità dei prodotti. In effetti il tema delle relazioni interprofessionali e dello scambio agricoltura e industria è questione complessa ed avrebbe bisogno di una politica generale che sfugge del tutto al carattere del ddl.
L’accreditamento di importanti risorse ad Ismea al fine del monitoraggio dei prezzi agricoli in qualche modo rinverdisce le originarie funzioni dell’Istituto (ex. Irvam). L’auspicio è che siano bene utilizzati confermando una funzione che si era in qualche modo appannata mentre, se ben gestita, potrebbe essere veramente molto utile al governo agricolo.
Una notazione generale è che il provvedimento è pervaso da sostegni a funzionamento, a costituzione di Commissariati ad hoc, ad una verticalizzazione di tutti gli interventi dei quali è legittimo proporsi l’interrogativo in ordine alla direzione di marcia del governo dell’agricoltura.

art. 5
Disposizioni finalizzate a limitare l’uso del suolo agricolo per impianti fotovoltaici con moduli a terra. Sul fotovoltaico agricolo è in corso da tempo una discussione. Il testo del decreto-legge è stato scritto tre volte. la soluzione è di compromesso. E’ vero che l’Italia ha bisogno di energia e quindi la costituzione di iniziative al riguardo che sfuggono al fossile è sempre da sostenere. E’ possibile garantire il suolo agricolo alla produzione agricola senza penalizzare la produzione di energia ? Il testo costituisce una griglia di priorità condivise.
Attenzione, tuttavia, alla salvaguardia alle opere già programmate che potrebbe vanificare la griglia di priorità.

art. 6
Tipologia dei rischi di protezione civile. Epizoozie.
L’articolo è ordinamentale: l’epizoozie ricomprese nelle emergenze igienico sanitarie, Niente da dire. Come pure l’aumento di risorse per indennizzi per la peste suina classica e l’assegnazione di funzioni all’Esercito per l’abbattimento. Sul tema del selvatico e su quello della contaminazione sanitaria fra quello e gli animali da allevamento la discussione potrebbe essere ben più vasta ed impostata insieme al Servizio Veterinario per una grande conferenza nazionale che metta in discussione anche le fragilità dell’allevamento specializzato e le azioni di contrasto da adottare, peraltro molte in essere.

art. 7
Commissario straordinario nazionale per l’adozione di interventi urgenti connessi alla diffusione e alla proliferazione della specie del granchio blu Niente da dire.

art. 8
Commissario straordinario per il contrasto e l’eradicazione sul territorio nazionale della brucellosi bovina, bufalina, ovina e caprina e della tubercolosi bovina e bufalina.
Il Commissario Straordinario per l’eradicazione di epizoozie che potremmo definire classiche nella storia dell’allevamento italiano è il segnale di una sconfitta della attività di tutela sanitaria pubblica che pure annovera successi indiscutibili nella sua attività? Il tema è anche l’allevamento in aree del Paese a contaminazione di illegalità che porta anche ad una mentalità di contrasto con le politiche pubbliche di sanificazione degli allevamenti.
L’individuazione di Commissari Straordinari per ogni situazione difficile è una prassi di governo peculiare che testimonia della sfiducia negli strumenti ordinari e che induce ad interrogativi.

art. 9
Riorganizzazione del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri. L’attribuzione di superiori funzioni di contrasto a tutela della qualità delle produzioni agroalimentari nazionali è sempre utile.
Si può al riguardo svolgere una considerazione aggiuntiva di carattere generale.
Occorre considerare che se la necessità di queste superiori assegnazioni di funzione esiste, occorre dosare meglio i segnali sulla eccellenza nazionale nella produzione agroalimentare. Rafforzare gli strumenti repressivi ed elencare quali successi tutti gli interventi svolti con dovizia di particolari di sequestri di prodotti e di attribuzioni di sanzioni a volte è controproducente.

art. 10
Guardie venatorie.
L’assegnazione di una funzione all’associazionismo venatorio di funzioni di controllo può essere utile al contenimento del selvatico che rappresenta un problema molto serio per l’agricoltura.

art. 11
Ulteriori misure urgenti per il contrasto della scarsità idrica, per il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture idriche.
La questione idrica travalica il tema della conservazione dell’acqua in invasi.
L’articolo sostiene l’insieme delle opere accreditabili quale interesse del mondo delle Bonifiche. In ogni caso utili.
Se ci sono delle indiscutibili necessità a riguardo della crisi idrica, esistono diverse scuole di pensiero in ordine alla realizzazione di una costellazione di invasi di conservazione. Inoltre si rischia di non considerare adeguatamente che un problema molto serio da affrontare è quello dell’uso adeguato, del buon governo dell’acqua agricola in una dimensione che non può non essere di sistema. Niente come l’acqua ha bisogno di un approccio di sistema. Si potrebbe obiettare come un vasto intervento di realizzazione di invasi abbia la necessità di essere contenuto in un provvedimento di emergenza e non quale parte di un intervento più vasto ed organico.