Vino e Pil


L’Osservatorio Uiv-Vinitaly, ha presentato a Vinitaly recentemente concluso, i risultati del progetto: “Se tu togli il vino all’Italia. Un tuffo nel
bicchiere mezzo vuoto” redatto con la collaborazione di Prometeia.
Talvolta i dati presentati in modo inusuale consentono di dare evidenza a fenomeni economici di importanza rilevante per l’economia agricola nazionale, come di seguito riportiamo senza particolari commenti. Ciascuno potrà poi riferirsi alle proprie valutazioni in ordine ai prodotti alcolici. Il progetto presenta infatti risultati decisamente interessanti anche se obiettivamente un po’ paradossali in ordine alle premesse: ‘ … in caso di scomparsa della filiera del vino, 303 mila persone dovrebbero trovarsi un altro lavoro e il Paese rinuncerebbe a un asset in grado di generare (tra impatto diretto, indiretto e indotto) una produzione annua di 45,2 miliardi di euro e un valore aggiunto di 17,4 miliardi di euro. Uno shock per l’Azienda Italia pari all’1,1% del Pil (lo sport, secondo stime dell’Istituto Credito sportivo vale l’1,3%). In questo scenario da day after, faremmo a meno di un moltiplicatore economico in grado di generare un contributo di 2,4 euro di produzione (e 0,9 di valore aggiunto) per ogni euro di spesa attivata dall’industria del vino.
Infine, ogni 62 mila euro di valore prodotto dalla filiera garantisce un posto di lavoro.
Senza il vino, si evince dall’analisi di Prometeia, il saldo commerciale del settore agroalimentare scenderebbe del 58% (da +12,3 a +5,1 miliardi di euro nel 2023) “… il vino lo scorso anno si è posizionato al secondo posto nel surplus commerciale generato dai portabandiera tricolore, dietro a gioielleria/oreficeria, ma davanti a pelletteria, abbigliamento, macchine per packaging e calzature. All’impatto economico complessivo della filiera del vino contribuisce in modo sostanziale il turismo enologico. … Nelle rilevazioni dell’Associazione Città del Vino, il turismo enologico coinvolge annualmente circa 15 milioni di persone (fra viaggiatori ed escursionisti) con budget giornalieri (124 euro) superiori del 13% a quelli del turista medio, per una spesa complessiva di 2,6 miliardi di euro”.