Una nuova legge forestale in Lombardia?

Paolo Baccolo, che ci onora della sua attenzione e che ha recentemente espresso considerazioni significative in tema di Politica Agricola Comune e delle proposte della Commissione, propone in questo numero della nostra newsletter una riflessione in tema di legislazione regionale forestale. In Casa dell’Agricoltura esiste una particolare sensibilità per il tema e nella nostra associazione operano personalità di rilievo che, oltre alla formazione specifica, hanno fatto del tema forestale motivo di attività professionale. 

L’argomento che Baccolo affronta può aprire una discussione.

Di seguito il testo di Paolo Baccolo.

Una nuova legge forestale in Lombardia?
In occasione di un convegno in Palazzo Lombardia di qualche anno fa sono state elencate, certo sommariamente, le leggi approvate da Regione Lombardia di interesse forestale diretto o indiretto. In tutto 25 leggi diverse, dalla prima del 1972 al 2016. Certo, tra queste leggi ce ne sono di fondamentali, di interessanti, e altre che non hanno lasciato traccia o memoria…. In generale, si può notare una produzione normativa abbastanza continua e diversificata fino al testo unico del 2008, e poi una drastica riduzione dei testi di legge veri e propri, sostituiti prevalentemente da aggiornamenti progressivi dei contenuti forestali del testo Unico.

In particolare, merita attenzione proprio il testo unico, Legge Regionale 31/2008. Ricordiamoci che il testo unico nasce in un periodo in cui era preciso obiettivo politico di Regione Lombardia procedere ad una drastica semplificazione normativa, riducendo moltissimo il numero di leggi vigenti. Addirittura, un obiettivo ideale (non raggiunto..) era ridurre il numero di legge regionali vigenti a meno di 100!!! Anche il testo unico L. 31/2008 fece fin dall’inizio la sua parte, abrogando 12 diverse leggi regionali preesistenti (tutte di argomento agricolo o forestale), ed un numero molto maggiore di norme specifiche contenute in leggi che invece restavano in vigore.

Ricordiamo come il testo unico L. 31/2008 assorbì leggi previgenti che riguardavano l’agricoltura, le foreste, i funghi, la bonifica agricola e forestale, l’organizzazione degli enti agricoli regionali, ecc.

Dopo il 2008, la produzione normativa forestale della Lombardia certo non si è arrestata, sono stati approvati alcune altre leggi che direttamente o indirettamente riguardano l’ambito forestale (nel corso del convegno famoso ne sono state contate quattro..), ma soprattutto si è intervenuto modificando ed aggiornando progressivamente il testo della legge 31/2008.

Per quanto riguarda sempre la materia forestale, compresa ad oggi tra l’articolo 40 e l’articolo 61, per un totale di 25 articoli diversi (alcuni articoli sono stati aggiunti successivamente, con numerazione bis, ter e quater), il testo è stato modificato “chirurgicamente” in circa 200 occasioni diverse.

Ora, da un lato è certamente apprezzabile che Regione abbia continuato ad intervenire sulla materia forestale per adeguarla a nuove esigenze, per precisare meglio, eventualmente correggere imprecisioni, ma la domanda che ci si può porre oggi è se possa valere la pena impostare un nuovo testo normativo, esclusivamente dedicato al settore forestale e della filiera bosco legno, che possa aggiornare in un unico quadro strutturato quanto è successo in questi ultimi vent’anni, o anche molto di più, considerato che il testo unico della legge 31/2008 nasceva come fusione di testi legislativi a loro volta precedenti.

I boschi non sono rimasti gli stessi, perché a fronte di vecchie minacce oggi molto ridotte (ad esempio gli incendi boschivi), altre minacce sono diventate prevalenti, quali l’innalzamento delle temperature e la modifica dei cicli stagionali, gli attacchi parassitari, gli effetti di eventi meteorologici estremi, il progressivo invecchiamento dei soprassuoli sia a ceduo che a fustaia.

Ma oltre al bosco, sono molto cambiate le cose che gli stanno intorno. Il personale di vigilanza si è molto (moltissimo) ridotto, ed ha modificato il proprio approccio generale, privilegiando controllo e vigilanza ma riducendo quasi a zero il supporto tecnico in materia forestale. Il quadro istituzionale si è modificato, e le Comunità Montane e le Province di oggi non sono certo più quelle che erano venti e più anni fa. La struttura della filiera bosco legno si è evoluta, nuovi attori (creati a suo tempo dalla legge 80/89) quali i consorzi forestali si sono consolidati ed allargati, il quadro normativo di contorno si è completamente modificato.

Ancora, nuovi ambiti di interesse si stanno (lentamente) aprendo, come ad esempio i crediti di carbonio volontario in ambito forestale, nuovi macchinari sono stati introdotti, l’attenzione per la sicurezza degli operatori e la sostenibilità delle operazioni in bosco si è a sua volta incrementata, mentre è certamente molto diminuita la percezione presso la pubblica opinione che dietro un pezzo di legno o di legname c’è una filiera precisa e professionale, e non una banda di pirati…. Infatti, se un tempo l’intera materia forestale era un ambito per “soli addetti ai lavori”, oggi i temi dell’ambiente, del paesaggio, del territorio, della protezione idrogeologica, della sicurezza sui luoghi di lavoro sono diventati sempre più importanti, tanto da quasi “eclissare” la tradizionale e consueta funzione produttiva…

Insomma, forse è il momento di valutare se è ormai venuto il tempo per Regione Lombardia, che ne avrebbe la competenza esclusiva ai sensi della Costituzione, di mettere mano ad una moderna, semplice, efficace normativa forestale specifica, capace di sovrascrivere e pertanto di abrogare quanto approvato fino ad ora, di coniugare le diverse esigenze precedentemente accennate, e di diventare riferimento a livello nazionale e regionale così come avvenuto tante volte per il passato (non posso trascurare anche l’auspicio affinché a livello nazionale sia possibile andare finalmente oltre il Regio Decreto Legge del 1923, ancora in vigore e fino ad oggi giudicato insostituibile, che ancora affianca il recente Testo Unico foreste…).

A chi spetterebbe prendere una iniziativa in questo senso? Io personalmente non ho dubbi, e sono sicuro delle risorse di professionalità, capacità di visione e creatività delle strutture tecniche e politiche regionali…