
Sono alle porte eventi internazionali di significativa importanza per l’agricoltura europea ed italiana. Si può dire che in realtà alcuni sono già entrati.
Ne elenchiamo tre che ci accompagnano e ci accompagneranno per i prossimi mesi: dazi, Mercosur e riforma della Pac.
Gli argomenti sono di così rilevante peso che andrebbero trattati singolarmente e con dovizia di approfondimenti, dati, previsioni, studi e considerazioni.
In questa sede ci limitiamo solo, e brevemente, a richiamarli soprattutto perché non si smarrisca il quadro generale dentro il quale l’agricoltura svolge la sua attività e che da quello è condizionata.
Per quanto riguarda i dazi, mentre l’accordo è stato firmato al livello comunitario, ancora non siamo entrati nel vivo della loro applicazione.
Certamente l’agroalimentare italiano prenderà contromisure per il recupero del colpo, ma il mercato interno saprà sopperire alla riduzione della domanda internazionale che tutti prevedono, soprattutto con una domanda interna e dei consumi obiettivamente stagnante? E il mercato europeo come si assesterà, considerata la crisi del debito in Francia da un lato e la contrazione ormai esplicita della domanda in Germania?
Per quanto riguarda poi l’apertura dei mercati possibili con la firma del trattato Mercosur, ostacolato per mesi dalla posizione italiana, quelle opportunità sono anche occasioni di altri verso il nostro mercato interno.
La scelta è stata ormai però compiuta, forse anche per motivi ormai di doveroso riposizionamento nelle relazioni internazionali da parte della U.E.
In Francia abbiamo già registrato la protesta di trattori in piazza. Siamo alle porte di un’altra ondata di spontanee agitazioni di agricoltori in tutta U.E.?
Infine la riforma della PAC, che come è stata presentata è già stata fortemente contestata da tutto il mondo agricolo europeo. Abbiamo già dato notizia e abbiamo commentato.
Il tema è decisivo per il futuro agricolo europeo, e considerato che la riforma sarà applicata dal 2027, almeno nelle intenzioni della proponente Commissione, ci sarà tempo per approfondire.
Ma si faccia attenzione al decorso della discussione dei passaggi politici e dei passaggi amministrativi che ci attendono: l’abolizione di fatto della identità della politica agricola comune è un dato troppo importante perché possa essere ignorato.
Nel frattempo i fronti di guerra continuano drammaticamente per tutti a tenere gli occhi sbarrati per tanta enormità.



