Agroecologia del Mediterraneo


Sotto l’auspicio dell’incomparabile bellezza della Valle dei Templi, il 1° Congresso internazionale di Agroecologia del Mediterraneo ha svolto i suoi lavori ad Agrigento dal 9 al 12 giugno scorso.
Più di 400 iscritti di 28 Paesi, tra ricercatori, politici, agricoltori, professionisti, operatori di Ong e Associazioni, hanno dato vita ad una quattro giorni stimolante e arricchente su un tema di grande attualità e urgenza: quali soluzioni per un’agricoltura più sostenibile?

Il Congresso aveva come obiettivo quello di costruire una visione comune e sostenibile per
l’agricoltura mediterranea, valorizzando le risorse e il patrimonio culturale di un territorio ricco di storia e biodiversità e proporre indirizzi e direttive in ambito:
– Scientifico, per orientare la ricerca verso le reali necessità dell’agroecologia nel Mediterraneo
– Tecnico, per promuovere soluzioni e pratiche innovative applicabili alle realtà agricole mediterranee
– Politico, per offrire linee guida e proposte per politiche pubbliche mirate allo sviluppo dell’agroecologia.

Il congresso, davvero denso di contenuti, è stato articolato in sessioni plenarie di discussione e condivisione di esperienze, sessioni tematiche di presentazione di ricerche scientifiche e progetti sperimentali, visite in campo, momenti informali di confronto che hanno consentito ai partecipanti di approfondire gli argomenti a loro più affini o esplorare nuove tematiche e contesti territoriali. Naturalmente tutto riferito all’agroecologia, intesa sia come scienza, sia come complesso di pratiche, sia come movimento sociale, che può rappresentare uno strumento efficace per traghettare gli attuali sistemi agroalimentari verso forme più sostenibili, resilienti e compatibili con il futuro del pianeta.

Al di là di un po’ di comprensibile enfasi sul tema, il congresso ha messo in evidenza una grande vivacità e ricchezza di studi e ricerche portati avanti dalle università italiane e straniere e dal Crea, non solo sull’efficacia delle diverse pratiche agroecologiche in termini di produttività e sostenibilità, ma anche sull’impatto dell’agroecologia sugli ecosistemi, sui territori, sulle comunità.

È anche emersa una moltitudine di esperienze concrete portate avanti, a volte già da anni, da singoli o gruppi di agricoltori o da piccole filiere che, seguendo approcci e pratiche agroecologiche, hanno trovato la strada per la valorizzazione economica e sociale delle loro aziende, la rigenerazione dei territori in cui operano e la produzione di cibo sano pulito e giusto.

Il 1° Congresso di Agroecologia del Mediterraneo ha anche fatto da cornice al 2° Forum italiano di Agroforestazione AIAF – Approcci Agroecologici e Agroforestali Per Un Futuro Sostenibile, che si è perfettamente inserito nel contesto considerato che l’agroforestazione è una delle pratiche sistematicamente proposte e adottate dall’agroecologia.

Anche in questo caso sono stati presentati i più recenti risultati della ricerca, ma anche le esperienze condotte nell’ambito di diverse aziende, sia nelle regioni e nei paesi più tipicamente mediterranei, dove la pratica dei sistemi agroforestali è più diffusa, che in contesti dove l’agroforestazione costituisce ancora solo una nicchia di operatori ben convinti.

In entrambe le situazioni sono state comunque confermate le opportunità che i sistemi

agroforestali possono offrire alle aziende, sia in una prospettiva di efficientamento produttivo delle risorse naturali a disposizione (suolo, acqua, specie e cultivar agrarie e zootecniche con specie forestali) sia in termini di migliore adattamento e risposta alle nuove condizioni ambientali, sia in termini di migliore equilibrio e salute generale conseguibili ad ogni livello.

L’agroecologia non è certo una novità, da molto tempo la Fao e in tempi più recenti anche l’Unione Europea, la indicano come una strada privilegiata per la tanto necessaria transizione ecologica dei nostri sistemi agricoli sempre più insostenibili e problematici non solo in un contesto di cambiamento climatico e riduzione delle risorse, ma anche di instabilità economica e sociale a livello globale.

Partecipare all’appuntamento di Agrigento ha suscitato grande interesse, in molti momenti un sincero entusiasmo, in altri scetticismo e ha stimolato molte riflessioni e domande su come sia possibile un cambiamento così profondo e radicale come quello proposto dall’agroecologia in contesti dove l’agricoltura sembra aver perso ogni legame e ogni rispetto per l’ambiente e per l’uomo.

Ma il cambiamento è necessario e deve essere possibile: certamente non c’è una sola soluzione, ma come è emerso chiaramente dal Congresso, il percorso non può che passare attraverso il confronto, la ricerca, la creazione di reti per lo scambio di dati esperienze e saperi, l’aggiornamento e la crescita professionale di tecnici e agricoltori e il necessario coinvolgimento dei consumatori e dei cittadini, perché la tutele dell’ambiente, la conservazione della biodiversità, la produzione di cibo, la salute riguardano ciascuno di noi.

A breve verranno pubblicati gli atti del Congresso con tutte le presentazioni e di seguito alcuni link utili per approfondire e saperne di più.
https://www.fao.org/agroecology/home/en/
https://www.coordinamentoagroecologia.org/norme-agroecologiche-nel-mondo/
https://www.fao.org/agroecology/policies-legislations/en/
https://www.coordinamentoagroecologia.org/aemed2025/
https://www.crea.gov.it/en/web/politiche-e-bioeconomia/-/presentato-ad-agrigento-il-manifesto-per-la-rete-agroecologica-del-mediterraneo
https://www.crea.gov.it/en/-/agroecologia-al-via-riflaessi-il-progetto-nazionale-per-l-agroecologia-coordinato-dal-crea-2 inheritRedirect=true&redirect=%2Fricerca2%3Fq%3DAgroecologia
https://www.crea.gov.it/en/-/agroecologia-e-pac
https://www.pianetapsr.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2521
https://www.agroforestry.it/
https://www.agroecology-europe.org/
https://www.agroecologia.eu/
https://www.youtube.com/watch?v=SicVOMttrAE