
Il problema della P.S.A. (Peste Suina Africana) per il nostro allevamento suinicolo in Lombardia è un problema serio. Da non sottovalutare anche se da non drammatizzare oltre misura, poiché abbiamo strumenti, norme e modalità di intervento efficaci. Occorre serietà di approccio da parte di tutti, consapevolezza della posta in gioco, massima professionalità, disciplina applicativa sia per gli abbattimenti, inevitabili, sia per gli indennizzi che devono essere adeguati e soprattutto in tempi rapidi e certi. Sullo sfondo l’interrogativo generale del rapporto fra allevamento intensivo e fauna selvatica, tra allevamenti intensivi e patologie. La grande produzione porta con sé una grande potenza di sistema, ma anche una fragilità derivata dalla sua propria specializzazione. Il tema conduce all’analisi critica dei sistemi zootecnici specializzati che meriterebbe ben altra discussione di merito.
Il primo focolaio è del 2023, oggi siamo a 17. Geograficamente alle soglie del grande bacino specializzato centro lombardo. Gli interventi dell’autorità sanitaria si sono susseguiti anche a seguito della nomina del Commissario straordinario, Giovanni Filippini, all’inizio di agosto. Uno su tutti e del quale si discute è il cosiddetto ‘lockdown’, misura importante e non nuova al mondo degli allevatori. Occorre monitorare la situazione con grande attenzione nelle prossime settimane.
Necessarie verifiche ci accompagneranno nei prossimi mesi.
Riportiamo per esteso le indicazioni ed informazioni che vengono dalla pagina regionale dell’Assessorato alla Sanità in modo da offrire un quadro informativo chiaro, basato sulla ufficialità e di efficacia illustrativa.
Peste suina africana, misure di prevenzione (dal sito dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna).
Nel mese di Luglio sono stati segnalati alcuni casi di Peste Suina Africana in Regione Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna.
La Peste Suina Africana (PSA) è una malattia virale, molto contagiosa che colpisce suini e cinghiali causando elevata mortalità negli animali adulti. Non è trasmissibile all’uomo, ma è causa di ingenti perdite economiche per gli allevamenti suini, con gravi ripercussioni anche sul commercio comunitario ed internazionale di animali vivi e dei loro prodotti.
L’Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale e il Nuovo Regolamento di Sanità Animale della Commissione Europea annoverano la PSA nella lista delle malattie di categoria A, ossia malattie che non appena individuate richiedono l’adozione immediata di misure di eradicazione. Qualunque caso, anche sospetto, deve essere tempestivamente notificato all’autorità sanitaria localmente competente, come previsto dal Decreto Legislativo 5 agosto 2022 n. 136
Negli ultimi anni si è diffusa in tutto il mondo ed è arrivata in Italia nel 2023. Non esistendo vaccini per contenerla le uniche misure possibili consistono nella soppressione degli animali infetti e l’adozione di misure di biosicurezza molto severe. La presenza di alcuni focolai in una zona ad alta produzione di suini come le nostre regioni del nord invita tutti gli attori della filiera, ma anche i consumatori e i cacciatori a comportamenti prudenti e attenti a evitare situazioni per le quali il virus si possa diffondere.
Il sistema di prevenzione veterinario è attivo in tutte le sue componenti dal ministero della Salute con un Commissario per l’emergenza, le regioni e le ATS- ASL, l’IZSLER con l’attivazione di laboratori di pronto intervento anche nei giorni festivi.
Per evitare la diffusione della malattia e ridurre i fattori di rischio in Lombardia e altre regioni, è stato chiesto di ridurre al minimo e se possibile annullare gli ingressi negli allevamenti suini, non strettamente collegati alle attività di allevamento e gestione dell’emergenza.
Notizie dettagliate sulla malattia e sulla sua diffusione sono disponibili sul sito del Ministero della Salute.
Per quanto riguarda le normative e i provvedimenti regionali è possibile consultare il sito IZSLER alla voce Peste Suina Africana disposizioni



