
Sull’opera infrastrutturale che collega la Padana superiore SS 11 a Magenta con la Tangenziale Ovest di Milano la Presidente della Casa dell’Agricoltura Arch.tto MAddalena Gioia Gibelli ha rilasciato la seguente impegnativa dichiarazione: “Casa dell’Agricoltura persevera nel contrasto a un progetto (Opera infrastrutturale viabilistica datata 21 dicembre 2001 denominata “Collegamento tra la S.S. 11 – Padana Superiore – a Magenta e la Tangenziale Ovest di Milano”) che era già antico e privo di qualità quando è nato, nel 2001, frettolosamente, figlio della “legge Obiettivo”.
Da allora il mondo è cambiato, il clima, il territorio, le esigenze, la consapevolezza di un ambiente e un paesaggio che richiedono cura, per continuare ad essere ospitali per noi umani e per tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere. Possibilmente bene.
Negli anni il progetto avrebbe potuto migliorare, ridurre i gravi impatti sul suolo, sull’idrologia, l’agricoltura, il paesaggio, trovare soluzioni anche ai problemi reali della viabilità locale e adattarsi alle novità globali e locali di questo secolo. Tutto ciò non è mai stato voluto: perché si sarebbe perso tempo e si è preferito non vedere i problemi.
Oggi si continua così, con una strategia infrastrutturale che appartiene al secolo scorso, e una storia recente di grandi infrastrutture (Pedemontana, Brebemi, Teem), che costituiscono un debito contabile e ambientale continuo e lo saranno sempre di più per chi non è ancora nato.
Il danno all’agricoltura si profila enorme, dato che la SS11 attraversa un’area idrologicamente fragile, mai studiata nonostante le richieste degli Enti, col rischio reale che vengano prosciugate le risorgive a valle: la lunga estate calda di quest’anno dovrebbe aprire gli occhi anche ai ciechi. Ma nessuno si prende la responsabilità di fermare un disastro annunciato sia erariale sia ambientale, se non i comitati, i cittadini che sul territorio e del territorio vivono.
Dunque aderiamo all’appello della società civile, auspicando vivamente politiche adeguate alle sfide di questo secolo e, finalmente, buone pratiche per la coesistenza delle infrastrutture e del paesaggio.
Qui allegato l’esposto alla Procura Lombardia.



